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Ti perdi nei tuoi stessi occhi stanchi.
Negramaro. (via sorrisidisperati)
Le attese non mi piacciono.
Sono impaziente, da morire. Permalosa e impaziente.
Odio i ritardi, le attese interminabili, stare ferma ad aspettare.
Odio l’ansia che mi viene ogni volta che attendo, che sia un messaggio, una chiamata, in sala d’attesa dal dottore, il mio turno per fare un esame all’università.
E allora non voglio aspettare, voglio tutto, subito, facile.
Una vita con più sorrisi e meno attese.
Ma ci sono quei dieci minuti nelle mie giornate, quelle mezz'ore in cui non capisco più niente, e non importa quante persone mi vogliano bene in giro per il mondo: sono sola. Non posso chiamare nessuno. Vado giù e posso tirarmi su solo con le mie forze. Non è niente, è solo che ho paura. E la paura è una delle sensazioni più estranianti che abbia mai provato.
Susanna Casciani (via lyryll)
Se solo potessi stendermi e dormire, e alzarmi un giorno senza provare più dolore.
Che tu sia per me il coltello, David Grossman (via queldisperatovuotodentrome)
Fingerò di essere contenta che tu preferisca lei a me.
E ti bacio sul collo, sull'arteria principale. Perché va dritta al cuore. Io ti bacio il cuore.
Ci sono persone che sono legate da un elastico e non lo sanno. Ad un certo punto prendono e partono, ognuna per la sua strada, ognuna per fatti suoi, e l'elastico le lascia fare, le asseconda, al punto che di quell'elastico alla fine quasi ci si dimentica. Poi però, arriva il momento estremo, quello al limite dello strappo, e l'elastico reagisce, non si spezza, anzi, piuttosto, con un colpo solo, violentissimo, le fa ritrovare di nuovo faccia a faccia.
S. Sparaco (via h0use-of–balloons)